Personal branding

Un’identità che evolve

Nel 2009 ho iniziato la mia carriera come libera professionista, dopo dieci anni trascorsi in varie agenzie di comunicazione. Il primo passo è stato creare un’identità che potesse raccontarmi e aiutarmi a muovermi in un mercato vasto, variegato e in continua evoluzione.
 Nonostante qualche titubanza iniziale, la direzione da prendere è stata chiara fin da subito: ho osservato i miei valori, la mia attitudine e le parole con cui colleghi e clienti mi descrivevano da sempre — quadrata, professionale, tecnica, con un occhio attento all’arte.

Così è nato il mio primo simbolo: un quadrato per rappresentare ordine e affidabilità, la punta stilizzata della mia penna Wacom a segnare il lato più tecnico e operativo del mio lavoro, e un piccolo ghirigoro a ricordarmi la mia parte più libera e creativa.
 Quel quadrato mi ha accompagnata per tanti anni, diventando un riferimento visivo riconoscibile e coerente. Lo ammetto: gli sono affezionata.

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Carta intesta

Negli anni, però, è cambiato qualcosa. Accanto alla progettazione grafica si è consolidata sempre di più la formazione specialistica in ambito grafico e sui software Adobe, rivolta ad aziende e scuole. Un’attività che si basa su flussi di lavoro reali, processi produttivi concreti e competenze maturate sul campo. 
La mia parte “quadrata” è sempre lì (e non credo che se ne andrà mai!), ma ho sentito il bisogno di aggiornare la mia identità visiva: non una rivoluzione, bensì un’evoluzione consapevole. Un passaggio che potesse mantenere solidi i valori costruiti nel tempo e, allo stesso tempo, raccontare con maggiore nitidezza chi sono diventata oggi.

Mi sono fermata, davvero. Ho dedicato tempo all’analisi, allo studio del mercato, ai miei flussi di lavoro e ai miei obiettivi. Ho verificato se i miei valori fondamentali — precisione, rigore, affidabilità — fossero ancora il cuore del mio personal branding. E sì, lo sono. Ma oggi si affiancano a nuove parole: autorialità, segno personale, trasmissione del sapere.

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Custodia personalizzata del Mac

Questa riflessione ha dato vita a un’identità visiva più matura, coerente e flessibile. Un’identità che tiene insieme design, colore e formazione, che sostiene i miei nuovi obiettivi professionali senza perdere continuità con ciò che mi ha portato fin qui.

E poi… ho voluto aggiungere qualcosa in più.
Ho deciso di destrutturare l’idea tradizionale di “marchio personale” per costruire una firma più ricca, riconoscibile e versatile: una palette di icone, nuove sfumature di colore accanto al mio verde acquamarina e al mio viola intenso, e una struttura grafica che mi permette di comunicare con grande libertà, senza perdere unità e riconoscibilità.
 D’altronde, se non oso sul mio brand, come potrei farlo sui progetti dei miei clienti?

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Biglietti da visita e porta biglietti, ormai logoro!

E così eccomi qui, nell’ultimo giorno del 2025, pronta a dare il benvenuto al 2026.
 Non credo molto nei “anno nuovo, vita nuova”, li trovo poco realistici. Le cose si costruiscono giorno dopo giorno, con costanza, dedizione e i piedi ben piantati per terra. 
Però sì: farò coincidere questo aggiornamento della mia immagine con l’inizio del nuovo anno. Una coincidenza, niente di più… ma anche un bel simbolo.
2026, sono pronta.


Qui mi fermo per ora. Nei prossimi giorni ti porto nel dietro le quinte, dove nascono davvero i miei progetti.

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