È un plagio il nuovo logo per il Ministero dell’Interno?

Plagio? Ormai se ne parla dall’11 Luglio di quest’anno. Di cosa sto parlando?

 

Del logo scelto dalla commissione che ha presidenziato il concorso bandito dal Ministero dell’Interno lo scorso 03/11/2010.

Il logo doveva rappresentare e trasmettere in modo immediato, omogeneo e riconoscibile l’identità e la mission del ministero come punto di riferimento per i cittadini in tema di sicurezza, di garanzia delle libertà civili e dei diritti democratici, di soccorso alla popolazione nelle emergenze, di raccordo tra governo centrale e autonomie locali, di politiche che regolano l’immigrazione.

 

Fin qui tutto bene, se non fosse che il logo scelta “assomiglia” veramente troppo ad un progetto del 2008 realizzato da Roy Smith per la French Property Exhibition.

 

Da subito sono iniziate le polemiche da parte del mondo dei creativi italiani. Dire che i due loghi si assomigliano è perfino riduttivo. Sono esattamente uguali, anzi no, cambia il font…

 

Dopo pochi giorni la Inarea strategic S.r.l., società che ha “ideato” il logo, scrive in una lettera a Draft (che aveva sollevato i primi dubbi sulla somiglianza):

 

“Come sa chiunque si occupi di design, quando si va alla ricerca della semplicità è possibile lavorare in direzioni che sono state già percorse.”

 

“Non è sempre facile sapere se già altri le abbiamo adottate. Quella che è accaduta a noi è una cosa che può capitare, non dovrebbe accadere, ma talvolta accade. È un tema su cui gli addetti ai lavori si interrogano da tempo e di cui ci sono tanti illustri esempi.”

 

E cita come esempio il sito logodesignlove, dove si possono trovare altri esempi più o meno celebri di marchi simili.

 

Forse è vero che tutto è già stato creato, ma in un lavoro serio e soprattutto con questo tipo di visibilità è d’obbligo una buona ricerca finalizzata a verificare i competitors ed evitare che una proposta sia simile a quello che già esiste.

 

Credo che sia veramente vergognoso quello che è successo, l’ennesima caduta di stile nell’ambito di un bando di concorso grafico (vedi il logo delle Dolomiti patrimonio dell’Unesco, severamente criticato anche da Oliviero Toscani).

 

È veramente la fine del design? Io spero di no. Credo si possano ancora fare tante cose con serietà e stile, anche solo nel nostro piccolo lavoro quotidiano. Tu che ne pensi?

1 Commento

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Robertorispondi
10 agosto 2011 a 15:24

Simile? É spudoratamente uguale !!!
Non credo che il design sia morto, ma certi grafici dovrebbero cambiare lavoro…

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